• Social lending: per un’economia auto-regolamentata che deve rinnovarsi

    La visione moderna dell’economia ci ha spontaneamente condotto verso la ricerca graduale di  soluzioni alternative a quelle tradizionali che possano comunque generare l’auspicato incontro tra domanda ed offerta. E’ chiaro che il libero mercato non può essere lasciato totalmente a sé  ma va regolamentato.

    E’ quanto si è verificato anche per il credito, visto che i canali tradizionali non riescono ad accettare  poche garanzie. Così, i lavoratori con contratto atipico (contratto a progetto o a tempo determinato) hanno grosse difficoltà a reperire credito.

    Ed ecco terreno fertile per il social-lending che vede in campo online istituti di pagamento autorizzati con apposito patrimonio di vigilanza.

    I criteri del social-lending sono:

    • diversificazione del rischio, frazionando l’ammontare offerto da un creditore tra vari soggetti debitori. All’aumentare del rischio, di norma peggiora il tasso per il richiedente
    • meccanismo ad asta per ottenere un tasso di mercato
    • Tutela della privacy: anonimato del debitore
    • Garanzia della separatezza dei patrimoni, ai fini della tempestività del pagamento. Accensione di un conto per ogni prestatore (conto di deposito prestatori) e per ogni richiedente, ai fini della tempestività del servizio
    • Irrilevanza della normativa di settore sul conto di deposito, dato che i conti stessi figurano quali meri conti di transito, validi per la durata dell’operazione, di carico e scarico istantaneo
    • Applicazione di auto-regolamentazione ad esigenza di ciascun istituto di pagamento, nel rispetto delle normative generali. Eventuali servizi accessori a pagamento offerti al prestatore devono essere espressamente comunicati, ai fini della trasparenza del servizio
    • Separazione tra ruolo di istituto di pagamento (liberalizzazione dei servizi di pagamento) e ruolo di intermediario finanziario. Di norma, i conti di un mero istituto di pagamento, il cui compenso verte in termini di commissioni sui servizi offerti, devono essere infruttiferi.