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    • Elisabetta Todaro

    • novembre 26, 2015 in Denaro

    Tassi d’interesse sui prestiti al minimo storico

    L’ABI ha stilato, come sempre accade, un rapporto mensile che ha svelato informazioni molto interessanti relativamente alla situazione dei prestiti nel mese di ottobre 2015. Più nello specifico i dati relativi ai tassi d’interesse hanno fatto registrare nell’ultimo mese una flessione che li ha portati al 3,33%, si tratta del minimo storico mai registrato, ancor più basso del 3,34% di settembre e di ben il 3% inferiore ai dati dei livelli pre-crisi, ossia del 2007.

    Inoltre, i segnali positivi sono confermati dall’incremento fatto registrare dai finanziamenti alle imprese, che hanno avuto una crescita del 16,2% rispetto allo stesso periodo del 2014, dai prestiti per la ristrutturazione della casa, ma soprattutto dai mutui destinati all’acquisto di immobili, che hanno segnato un vero e proprio boom, grazie al +92,1%.

    Viceversa sono più stabili, sempre secondo quanto reso noto dall’ABI, i finanziamenti in essere a famiglie ed imprese, con un -0,3% rispetto ad ottobre 2014, ma decisamente meglio rispetto allo stesso mese del 2013. Inoltre, il rapporto ha fatto emergere un maggior ricorso dei richiedenti i prestiti a forme di finanziamento come ad esempio la cessione del quinto o il consolidamento debiti.

    Questi studi, tuttavia, hanno evidenziato anche degli aspetti negativi, quali ad esempio la crescita ulteriore della rischiosità dei prestiti nel nostro paese, in virtù degli effetti della congiuntura economica negativa degli ultimi anni. A tal proposito sono particolarmente indicative le crescite delle sofferenze lorde e di quelle nette, rispetto ai mesi precedenti, salite rispettivamente a 200,4 miliardi le prime (rispetto ai circa 100 precedenti) e a 87,1 miliardi le seconde (rispetto agli 85,9 precedenti).

    Infine, a fronte di un aumento dei depositi, pari al 3,2%, si è registrata una diminuzione (-13%) su base annua di quella che viene definita la raccolta di medio e lungo periodo, ossia delle obbligazioni.