• Stop ai prestiti alle imprese

    Ad oggi il sistema bancario non concede più troppi prestiti alle imprese italiane, e salassa quei pochi fortunati che riescono ad ottenerne uno. Questo comporta un maggiore rischio di bancarotta per imprese che attualmente risultano sanissime. Quindi si parla di tempi bui sia per banche che per imprese, infatti la crisi ha messo in ginocchio un gran numero di realtà imprenditoriali, le quali si son trovate in braghe di tela e costrette a chiudere bottega per i pochi finanziamenti.

    La Cgia di Mestre ha effettuato una ricerca in merito che ha messo in evidenza i seguenti numeri: nell’ultimo trimestre dell’anno scorso i prestiti alle aziende sono calati del 1,5%. Solamente in dicembre la diminuzione è arrivata al 2,2%.

    A fine 2010 la somma dei prestiti concessi era di circa 966 miliardi di euro, dopo un anno la cifra è scesa a 995,155. Ma cosa ha determinato questa regressione? Innanzitutto un aumento delle insolvenze (80,6 Miliardi nel 2011), che testimonia una forte sofferenza finanziaria del mondo imprenditoriale italiano. A ciò si aggiunge un tasso sempre più vertiginoso sui pochi prestiti emessi: nell’ultimo anno l’aumento del tasso d’interesse che, nell’ultimo anno, sono costati alle aziende 3,7 miliardi di euro. Attualmente il tasso medio è di 4,97% e l’aumento più consistente si è identificato nei prestiti di durata minore a un anno (+1,44%).

    Ci si trova quindi di fronte a una vera stretta creditizia, le banche non danno più credito in una fase di recessione come quella che sta attraversando il Belpaese in questi anni. Il trend negativo è maturato negli anni e ciò comporta il rischio che il sistema produttivo, al più di piccole e piccolissime imprese giunga a collassare.