• Rapporto Bankitalia: ripresa graduale dei prestiti ai privati

    L’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria diffuso da Bankitalia evidenzia come i prestiti ai privati sono in crescita, anche se in maniera piuttosto graduale, ma altresì che i fallimenti sono in diminuzione e, per la prima volta dall’inizio della crisi, ci sono meno debiti per le famiglie italiane, che dispongono di maggiore liquidità.

    Nel rapporto si legge che la risalita dei prestiti è ancora parziale ed il ciclo economico resta ancora debole, dunque le condizioni di offerta del credito, da parte degli istituti bancari, rimangono ancora improntate all’utilizzo di una certa prudenza. Più nello specifico Bankitalia afferma che l’aumento dei prestiti, nell’anno 2015, risulta relativo alla clientela di migliore qualità, ossia imprese e famiglie solide dal punto di vista finanziario, mentre i prestiti alle piccole imprese sono ancora in contrazione.

    In ogni caso i segnali incoraggianti sono ben presenti e nel prossimo futuro il volume dei prestiti dovrebbe trarre un significativo vantaggio dalle nuove misure espansive decise dal Consiglio direttivo della BCE tenutosi di recente, salvo frenate dettate dalle ancora incerte prospettive di crescita. A prescindere da questo non è un mistero che negli ultimi mesi la domanda di prestiti sia tornata a crescere a livelli importanti, per questo anche Bankitalia mostra un cauto ottimismo per il futuro.

    Più complessa la questione relativa alle conseguenze del cosiddetto “bail-in”, ossia la nuova procedura finalizzata al salvataggio interno degli istituti bancari introdotta lo scorso gennaio, nel rispetto delle normative previste dall’Unione Europea. Bankitalia nella sua indagine rivela numeri preoccupanti al riguardo: i risparmi delle famiglie italiane esposti a questo rischio sarebbero 427 miliardi, rappresentati in special modo dai depositi sopra i 100.000 €, per 225 miliardi e da obbligazioni senior non garantite e da quelle subordinate, per rispettivamente 173 miliardi le prime e 29 le seconde.