• Loan to value e rapporto rata – reddito: cosa sono e come si calcolano?

    Dopo aver definito euribor e montante  nell’ultimo post, proseguiamo all’interno della nostra sezione news con il chiarire altri due vocaboli di fondamentale importanza quando ci si approccia al mondo dei mutui: loan to value e rapporto rata- reddito.

    Loan to value

    L’espressione inglese loan to value indica il rapporto tra la quota dell’investimento coperta dal mutuo ipotecario erogato da una banca e il valore nominale dell’immobile da acquistare. Il rapporto viene espresso in percentuale e può arrivare, come era consuetudine fino a qualche anno fa, anche al 100% del valore dell’immobile. In alcuni casi, questa percentuale può essere addirittura più elevata, se la banca decide di sostenere le spese destinate, oltre che all’acquisto, anche al pagamento degli oneri accessori e di eventuali spese. Un loan to value elevato sta ad indicare una forte esposizione debitoria del cliente nei confronti della banca. Se da un lato la decisione delle banche che concede prestiti con un loan to value alto è positiva perché consente di accendere mutui anche a coloro che non dispongono di grandi risorse economiche, dall’altro lato ha ripercussioni sulle stesse condizioni economiche del prestito, rendendolo più gravoso. Infatti, le banche spesso applicano uno spread sui tassi di interesse in linea con la percentuale di loan to value: maggiore è la quota del valore stimato dell’immobile coperta dal mutuo, maggiore sarà di conseguenza il costo del finanziamento per il cliente.

    Rapporto rata –reddito

    Il rapporto rata-reddito viene calcolato dalle banche prima della concessione di un mutuo, allo scopo di ottenere un’indicazione di massima sulla sostenibilità economica del prestito. Rapportando il valore della rata mensile al reddito percepito nello stesso periodo di tempo gli istituti bancari ottengono una valutazione sintetica della capacità del cliente di far fronte al rimborso del prestito per la casa. Questo rapporto assume particolare importanza in caso di sottoscrizione di mutui a tasso variabile, dal momento che un aumento dei tassi potrebbe rendere impossibile restituire il prestito. Indicazioni più precise vengono date dalla considerazione del rapporto tra montante e reddito, dal momento che il valore della rata in sé non fornisce indicazioni puntuali sul costo complessivo del finanziamento. Generalmente, stando ad alcune ricerche condotte dalla Banca d’Italia, il rapporto rata-reddito si aggira attorno al 30%. Nel caso in cui questo rapporto sia più elevato, a causa di bassi livelli di reddito, le banche si tutelano richiedendo al proprio cliente garanzie accessorie. Nella valutazione di questo rapporto c’è infine da tenere in considerazione una naturale tendenza alla diminuzione del rapporto percentuale nel tempo, per effetto dell’aumento del reddito nel corso della vita lavorativa.