• Imprese che ricorrono ad un prestito per pagare le tasse

    Sono sempre più numerose le imprese che ricorrono alla richiesta di un prestito per far fronte alla notevole mole di tasse, a cui annualmente sono sottoposte. Questo si rende necessario perché bisogna saldare in un’unica soluzione gli impegni con l’erario, e non sono molte le imprese che dispongono della liquidità necessaria per farlo. Infatti ben 5 imprese su 8 richiedono un prestito per far fronte a tali spese, secondo quanto rilevato da un sondaggio di Centro studi di Unimpresa, si tratta di oltre il 62% delle micro, piccole e medie imprese italiane.

    A conferma di quanto detto fino ad ora, in totale sono oltre 68.700 le imprese associate a Unimpresa che hanno chiesto soldi alle banche durante il primo semestre 2016. A pesare su questa scelta sono le scadenze fiscali molto intense soprattutto nei mesi fra novembre e dicembre, a partire dall’Irap, passando per Ires e, Irpef e Imu.

    Sicuramente l’Irap ha un significativo peso specifico, tenuto conto che l’imposta regionale sulle attività produttive si paga anche quando i bilanci sono in perdita, dunque in assenza di utili, ma non c’è dubbio sul fatto che anche la tassazione sugli immobile e le restanti creano effetti negativi alle imprese. Questi ultimi si sostanziano ad esempio nella costrizione di aprire linee di credito destinate a coprire le imposizioni fiscali invece che nuovi investimenti, penalizzando la crescita aziendale.

    Altri problemi riguardano la chiusura degli esercizi, con il bilancio che deve tener conto delle ipoteche poste sugli immobili, decurtando così in proporzione il loro valore e abbassando così l’attivo. Infine, risulterà più difficile ottenere altri prestiti perché l’impresa ha meno garanzie da presentare in banca e un rating più elevato, di conseguenza riceverà tassi di interesse più elevati e rimborsi più difficili da estinguere.