• I tassi d’interesse possono arrivare fino al 25%

    Secondo il Centro Studi di Unimpresa, l’associazione che rappresenta le piccole e medie imprese, i tassi d’interesse relativi ai prestiti erogati sia alle famiglie che alle imprese italiane, possono arrivare fino al 25%.

    Tali rilevazioni sono state rese note a seguito dell’analisi dei dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi alla determinazione delle soglie d’usura, ciò a conferma del fatto che, almeno per ora, l’abbassamento del denaro deciso dalla Banca Centrale Europea non ha ancora sortito gli effetti sperati.

    Più nello specifico le rilevazioni più elevate riguardano gli interessi su scoperti di conto corrente, dove viene superato il 24%, seguiti dal credito al consumo in cui si arriva fino al 20%, mentre per quanto riguarda i mutui, i tassi di interesse sono più contenuti e non vanno oltre il 9%.

    Ponendo l’attenzione sui prestiti alle famiglie viene evidenziato come i tassi d’interesse medi si attestano al 12,20% per i finanziamenti fino a 5.000 euro e ottenuti con la cessione del quinto dello stipendio, mentre si aggirano intorno all’11% quelli superiori a tale importo, con le rispettive soglie di usura di 19,25% e 17,73%.

    Per quanto riguarda il credito al consumo il tasso d’interesse medio è del 12,11% per le somme fino a 5.000 euro, mentre del 9,68% per gli importi maggiori. Relativamente ai mutui ipotecari si registrano i tassi migliori, infatti per quelli fissi l’importo medio è pari al 3,60%, mentre quelli a tasso variabile si attestano al 2,83%, con soglia d’usura che ammonta rispettivamente all’8,50% e al 7,53%.

    In ultimo, per i crediti personali si ha un tasso medio dell’11,33%, con soglia d’usura in questo caso pari al 18,16%. Tutti questi numeri sono stati commentati così dal presidente di Unimpresa Paolo Longobardi: “l’inasprimento dei tassi è una tattica praticata dalle banche anche per ridurre la stessa domanda di crediti, per poi puntare il dito contro le imprese”.