• I finanziamenti a fondo perduto

    Come sotto gli occhi di tutti, la situazione finanziaria italiana risulta essere davvero drammatica. Gli imprenditori sono in crisi, tartassati dalle tasse. Anche se lo scenario finanziario è il peggiore dopo la grande crisi del ’29, i governi di tutti gli Stati europei stanno cercando di porre freno alla devastante insicurezza economica che attanaglia i cittadini, con normative che stimolano le attività imprenditoriali. In Italia, è stata varata dal governo Monti una legge che agevola l’ingresso nel mondo dell’imprenditoria attraverso l’ausilio dei “Finanziamenti a Fondo Perduto”. Questi sono prestiti diretti ad un particolare tipo di persone, come giovani, donne, disoccupati, che hanno intenzione di mettersi in proprio. La dicitura “a fondo perduto” è di facile interpretazione e significa che tali somme finanziate, non vengono restituite all’ente che ne ha permesso l’erogazione. Di solito i finanziamenti erogati, non sono mai completamente a fondo perduto, anche se una sostanziosa cifra dello stesso lo è. Le agevolazioni riguardano:

    • gli investimenti da effettuare per la creazione dell’esercizio commerciale;
    • finanziamento ai servizi di sostegno per avviare l’attività all’inizio del suo percorso.

    A livello tecnico finanziario le agevolazioni si riferiscono:

    •  per quanto riguarda gli investimenti, vi è un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato con copertura del 100% degli investimenti ammissibili;
    •  per la gestione c’è un contributo totalmente a fondo perduto.

    Riguardo la cifra dell’importo finanziato con possibilità di tasso agevolato, parliamo del 50% del prestito erogato con una cifra che non può superare i 15.954€
    Il contributo a fondo perduto è calcolabile attraverso la differenza tra gli investimenti ritenuti ammissibili e l’importo del finanziamento a tasso agevolato e per quanto riguarda le spese di gestione, questo, durante il primo anno, non può superare l’importo di 5.164 €.
    Sopra abbiamo parlato di spese ammissibili. Ma quali sono queste spese?
    Per quanto riguarda l’investimento queste sono: attrezzi, macchinari, impianti, beni immateriali pluriennali ristrutturazione degli immobili per il 10% del totale dell’investimento.
    In merito alla gestione sono: materiali di consumo, semilavorati ecc.., canone di locazione per il locale, oneri finanziari, garanzie assicurative sui beni finanziati.
    L’erogazione del prestito avviene in due modi.
    E’ possibile richiedere un anticipo sul finanziamento del 40% alla stipula del contratto, mentre il saldo viene erogato in un’unica soluzione entro un tempo utile dall’approvazione della pratica. Gli investimenti previsti dovranno essere effettuati durante i sei mesi successivi al prestito , così come la richiesta del saldo per le relative spese. In mancanza di tale documentazione vi è la revoca del finanziamento.
    La documentazione deve essere però accettata prima di passare all’esecuzione dell’erogazione finanziaria. L’iter valutativo si compone di vari processi:

    •  Il primo è la verifica formale della domanda, volta ad affermare tutti i requisiti presenti nel bando per l’ammissione al finanziamento.
    •  Il secondo è la verifica di merito, che risulterà positiva qualora coincidessero i requisiti di merito del CIPE ovvero la coincidenza tra il profilo del richiedente e quello dell’attività imprenditoriale, che si divide in un’analisi della domanda presentata dal soggetto richiedente ed un colloquio orale con lo stesso.

    Se tutti i requisiti dovessero rispettare i criteri di accettazione allora si procede alla stipula del contratto di concessione delle agevolazioni.

    Cliccando qui potrai scaricare i documenti utili per presentare la domanda.

     

    DOCUMENTI UTILI PER LA COMPILAZIONE DELLA DOMANDA