• Guida ai Prestiti ai Disoccupati

    La possibilità di chiedere un prestito è riservata a coloro i quali sono poi nelle condizioni per poter rimborsare la somma ottenuta più gli interessi. Per poter quindi richiedere un prestito a una banca o a una finanziaria, è indispensabile essere dotati di un reddito. Oggi il mercato dei prestiti permette a qualsiasi tipo di lavoratore di richiedere un finanziamento. Esistono infatti prestiti per i lavoratori autonomi, prestiti per i pensionati di qualsiasi ente previdenziale, prestiti per i lavoratori di tipo dipendente anche con contratti atipici o contratti a tempo determinato. Da questo ventaglio di offerte resta chiaramente fuori chi non è in grado di offrire garanzie sul reddito ossia i disoccupati. Se si riflette bene siamo dinanzi al più classico dei paradossi bancari ossia chi ha davvero bisogno di liquidità non può averla poichè non è grado di fornire delle garanzie.
    Nonostante questo oggettivo limite, però, sono davvero tanti i disoccupati che ogni anno varcano la soglia delle banche per chiedere un finanziamento. Ancora più numerosi sono i senza lavoro che sul web vanno alla disperata ricerca di prestiti per disoccupati. E’ inutile dire che gran parte di questi tentativi non viene finalizzato e che le stesse ricerca sul web si traduco in semplice informazione e quasi mai in un prestito vero e proprio.
    La causa di questa elevatissima frequenza di insuccessi è dovuta all’estrema disinformazione che esiste a proposito dei prestiti per disoccupati. Per fare un po’ di chiarezza sulla questione possiamo iniziare con l’affermare che concettualmente la categoria prestito per disoccupati non esiste e che queste tre parole sono più che altro una semplificazione che include strade e possibilità diverse le quali, precisiamolo, non è detto che si finalizzino. Ad ogni modo le offerte creditizie che possono rientrare nella eterogenea macro categoria dei prestiti per disoccupati variano da istituto a istituto

    In genere la forma più semplice di prestito per disoccupati è il mutuo ipotecario. Mancando garanzie sul proprio reddito è possibile ottenere credito presentando in garanzia un bene di proprietà su cui chiaramente non devono gravare ipoteche. E’ facilmente intuibile che questa forma di finanziamento che non è inclusa nella categoria dei prestiti personali ma in quella dei mutui veri e propri, è in genere molto rischiosa: si ottiene poco in prestito, offrendo tanto in garanzia e con il rischio di non riuscire a onorare il pagamento. A causa di tutti questi oggettivi limiti, la migliore strada che un disoccupato può seguire per ottenere liquidità è quella di ricorrere a un garante (quasi sempre un parente) che firmerà la fideiussione sul prestito stesso e fornirà tutte quelle garanzie di reddito indispensabili ai fini della finalizzazione del credito. Poichè la responsabilità per il pagamento del finanziamento è in capo al primo richiedente, buona norma sarebbe la presenza di un rapporto solido tra lo stesso richiedente e il disoccupato.
    Al di fuori di queste strade, altra opzione per un disoccupato che ha bisogno di liquidità è il prestito tra privati semplici da non confondere con il cosiddetto social lending.

    E se non si ha a disposizione nè un immobile e nè un parente o un amico? A questo punto la chances in mano al disoccupato sono davvero poche. Si potrebbe provare a ricorrere a una carta di credito revolving (importo massimo spendibile 1500 euro) oppure, se si vuole avviare una attività imprenditoriale, ai fondi che le Regioni spesso mettono a disposizione.