• Finanziamenti alle piccole e medie imprese, si apre uno spiraglio che fan ben sperare

    Finalmente buone notizie sul fronte delle banche. Nonostante i prestiti privati in calo, quelli alle piccole e medie imprese, nel 2014, saranno erogati con più semplicità. Le fonti sono quelle della European Banking Barometer, una ricerca condotta dalla E&Y, ben 184 istituti di credito di 11 stati. Il trend sembra quindi positivo, la maggior parte delle banche, infatti, è ottimista sulle prospettive future che dovrebbero vedere dei miglioramenti dal punto di vista economico entro sei mesi. Non sono di questo parere le banche spagnole e tedesche che in merito mantengono un margine di riserbo e non vogliono precorrere i tempi con previsioni azzardate.

    Il 9% delle banche, invece, ha una visione decisamente negativa ma, anche in questo caso, la percentuale di chi non ha fiducia nella ripresa economica è passata dal 25% al 24%. Gli istituti del debito sovrano che hanno una visione meno pessimistica riguardo alla crisi sono in netta maggioranza rispetto a quelli che non credono nella fine di questo periodo negativo. In ogni caso, le piccole e medie imprese potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo. Lo stato, dal canto suo, ha varato il Sistema nazionale di garanzia, che prevede tre fondi dedicati rispettivamente alle imprese (già esistente), ai grandi progetti di ricerca e per la prima casa.

    È prevista, inoltre, la garanzia dello Stato sull’acquisto da parte della Cassa depositi e prestiti di pacchetti crediti per le piccole e medie imprese. Saranno erogati 1,2 miliardi del Fondo sviluppo e coesione di cui 600 milioni andranno a risollevare la situazione delle Pmi del sud. Un ulteriore contributo sarà dato dal fondo per patrimonializzare i Confidi, 100 milioni nel 2104, 150 per il 2015 e200 milioni per il 2016. Tutto questo per garantire alle Pmi la giusta competitività in ambito europeo, dato che la Commissione aveva messo in evidenza il ritardo nel settore delle nostre aziende.  I tempi per l’incasso delle fatture delle piccole e medie imprese italiane sono, infatti, tra i più lunghi d’Europa e questo si somma alla difficoltà di accedere ai crediti.

    A usufruire dei vantaggi del nuovo emendamento, però, saranno le aziende che operano nelle telecomunicazioni, sanità e servizi professionali e del commercio, edilizia e immobiliare dovranno ancora cercare di mantenersi a galla con le proprie forze.

    Se dunque sembra esserci un barlume di speranza per le piccole e medie imprese, per quanto riguarda l’accesso ai cediti, la situazione rimane ancora complicata nell’ambito dei prestiti per la casa.