• Diritti dei correntisti: Attenzione alle “commissioni bancarie”

    Una buona parte della teoria economica, un po’ come per il gioco dell’uovo e della gallina,  dà il potere di iniziativa alle banche che devono auto-candidarsi come promotrici di crescita e sviluppo (trasmissione di politica monetaria ed input a partire dalla moneta, a prezzo di alcuni rischi, indiscutibili per il ruolo di utilità sociale che si è chiamati ad adempiere). Da tale prospettiva, le banche e/o aziende finanziarie non devono essere dedite alla mera cura degli affari pertinenti alla pubblica gestione. Il mercato del credito ha, pertanto, altresì, una responsabilità sociale nell’offerta di prestiti. Le previsioni mutui 2013 vanno ormai assumendo sempre meno gli usuali caratteri tecnici per concentrarsi sul comportamento reale della sfera dell’offerta del credito.

    Sta calamitando l’interesse di quanti si occupano dei diritti dei correntisti, il comportamento delle banche a riguardo delle “commissioni bancarie”, che possiamo sintetizzare in vari step:

    1. 1) Decreto-liberalizzazioni: annullamento delle “commissioni bancarie” su fidi e linee di credito
    2. 2) Ripristino di dette commissioni, adducendo il danno gestionale derivante alle imprese bancarie.
    3. 3) Restava comunque il divieto, a partire dal 2009, ed in assenza di fidi, dell’applicazione di commissioni di massimo scoperto nel caso di saldo passivo, o di altre spese assimilabili
    4. 4) Introduzione di ulteriori vincoli integrativi a cura del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, con i quali: a) in assenza di fido ed in rosso può essere fatta pagare solamente la commissione di istruttoria veloce; b) la commissione, in presenza di fido, non può oltrepassare lo 0,5% a trimestre, sull’importo del fido
    5. 5) La commissione di istruttoria veloce non va applicata però sugli scoperti di conto non superiori a 1000 euro e per una durata non superiore ai 30 giorni.