• Decreto del fare: tutte le novità su mutui e prestiti

    Pochi giorni fa il Governo Letta ha varato uno dei primi importanti provvedimenti della legislatura: il cosiddetto “Decreto del fare“, emanato con l’intento di ridare slancio ai consumi e all’economia italiana. Gli 80 articoli del decreto disciplinano diverse materie, introducendo novità anche in merito a mutui, prestiti, infrastrutture ed edilizia.

    Le novità più attese erano quelle che vanno ad intervenire a favore di coloro che sono in difficoltà con il pagamento dei debiti sottoscritti. La modifica più rilevante introdotta dal decreto è relativa al ricorso al pignoramento da parte di Equitalia: con l’entrata in vigore delle nuove norme l’ente di riscossione non potrà più pignorare la casa di residenza del debitore, nel caso in cui questo sia l’unico bene sul quale rivalersi. Uniche eccezioni saranno rappresentate da case di lusso, ville signorili e castelli. Il valore dell’abitazione espropriabile, inoltre, è stato innalzato da 20.000 a 120.000 euro. È stato innalzato da 2 a 6 mesi anche il termine di tempo necessario per l’avvio della procedura di pignoramento successiva all’iscrizione dell’ipoteca. Una seconda novità che va a favore di chi è in crisi di liquidità arriva dall’aumento del tempo massimo di rateizzazione delle cartelle esattoriali da pagare al Fisco. Se finora i debiti con il Fisco potevano essere rateizzati in massimo 72 mensilità, ora sarà possibile diluire il debito in un periodo di 10 anni. L’accordo di rateizzazione decadrà dopo il mancato pagamento di 8 rate del debito, anche non consecutive (finora il tetto era di 2 rate).

    Un ulteriore obiettivo del decreto messo a punto dai ministri del Governo Letta è favorire la ripresa del settore edile, in forte difficoltà. Per questo, l’esecutivo ha stanziato un fondo di circa due miliardi di euro (recuperati dagli stanziamenti a favore delle grandi opere, come TAV e Ponte sullo Stretto di Messina) da destinare all’avvio o alla prosecuzione dei lavori di 6.000 piccoli cantieri. Dalle prime stime l’intervento di sostegno alle imprese operanti nel settore dovrebbe portare 30.000 posti di lavoro in più.

    Le semplificazioni e le agevolazioni introdotte dal “Decreto del Fare” dovrebbero, nell’auspicio del Governo, dare un po’ di respiro alle fasce di popolazione più deboli e in maggiori difficoltà finanziarie e costituire un primo passo a favore della graduale ripresa dei consumi e dell’occupazione.