• Crisi del mutuo: No legami con indebitamento famiglie

    Singolare è la situazione del mercato italiano, sempre che i dati reali riscontrabili sull’indebitamento delle famiglie siano genuini. Il mutuo è innegabilmente in crisi, generando un effetto-boomerang anche nel mercato immobiliare, come rilevato dal Centro studi Confindustria e dall’osservatorio Bankitalia.
    Ma il fattore distintivo fra il sistema-paese Italia e gli altri sta proprio nel basso indebitamento relativo delle famiglie, in termini assoluti comunque elevato. E ciò è rilevabile forse perché la struttura finanziaria dell’economia italiana sta da qualche anno evolvendosi verso la creazione di nuovi strumenti moderni polifunzionali di accesso al credito, dapprima inesistenti per gran parte dei nuclei familiari (improvviso boom delle carte di credito e della gestione telematica delle disponibilità monetarie).
    Ma la portata di tale aspra crisi è di natura certamente generale come è constatabile dal forte calo della domanda interna e dall’aumento della domanda di credito delle imprese (fonte: Barometro della domanda di prestiti delle imprese redatto dal Crif in base ad una popolazione-campione) con consistenti problemi di autofinanziamento e di apertura al mercato internazionale.
    Si preannunciano politiche ultra-espansive di repressione finanziaria che faranno attestare i tassi di mercato su valori reali fittizi, artificiosamente bassi. Ci saranno tentativi, pertanto, di rilanciare prioritariamente la domanda interna e tramite questa l’economia tutta.
    Viene consigliato caldamente di attendere l’evoluzione di tali progetti di policy per la conversione del mutuo, da tasso variabile a tasso fisso, concessa dalla L. 106/2011 ed entro fine anno 2012.
    Si cercherà, inoltre, di risvegliare, più che prettamente il consumo, il torpore di iniziativa finanziaria imprenditoriale, condizionato un po’ da fattori culturali ed un po’ dalle grosse difficoltà che stiamo vivendo. Il credito deve rispecchiare la semantica concettuale di flusso e non più di stock con conseguente problematica di rimborso dato il ritardato ciclo di ritorno degli investimenti.