• Bankitalia: prestiti ai privati in calo ed incremento delle sofferenze bancarie

    Pochi giorni fa la Banca d’Italia ha comunicato una nuova diminuzione dei prestiti ai privati nel mese di Marzo 2013. In particolare nel settore privato si è registrato un calo del 1,6% rispetto a 12 mesi fa (nel mese di Febbraio la contrazione era pari all’1,4%). Anche i prestiti alle famiglie sono diminuiti dello 0,8% su base annua (contro lo 0,7% di Febbraio), mentre i prestiti alle società non finanziarie hanno subito una contrazione del 2,8% (a differenza del 2,7% del mese precedente).

    Sempre nel mese di Marzo i tassi sui mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di una nuova abitazione sono calati al 3,90 (3,98% a Febbraio), così come i tassi riguardanti il credito al consumo passati dal 9,78% al 9,64%. Sono rimasti invece invariati i tassi sui prestiti alle società non finanziarie e sui depositi in essere. Per quanto riguarda i depositi del settore privato il tasso è rimasto sostenuto anche se in leggero calo, dal 7,8% del mese precedente al 7%, mentre il tasso annuale della raccolta obbligazionaria è crollato al -3,3% rispetto al -0,8% di Febbraio. Anche il tasso di crescita delle sofferenze è cresciuto di quasi tre punti percentuali, dal 18,6% al 21,7%.

    Nel frattempo la Bce ha chiesto ai governi europei di accelerare l’iter per l’attuazione di quelle riforme strutturali come il risanamento dei conti pubblici e le ricapitalizzazioni bancarie. Anche Eurotower elogia i passi in avanti fatti dall’Italia ma la esorta a nuove riforme sul mercato del lavoro, rimasto agli stessi livelli competitivi del 2008.

    Tuttavia le riforme sul mercato del lavoro in atto nel nostro Paese prevedono alcuni provvedimenti volti a ridurre la smisurata tutela del posto del lavoro e ad aumentare la flessibilità dell’orario di lavoro. Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, è tuttavia convinto che l’Italia abbia tutte le capacità di recuperare competitività, ritornando a crescere e creando nuovi posti di lavoro

    Le recenti aste dei Buoni del Tesoro in Spagna ed Italia hanno dato buoni risultati, ma sopratutto per i paesi periferici l’area euro. Il nostro Paese, come Spagna, Grecia e Portogallo, ha un potenziale di crescita piuttosto basso ed il debito supera di gran lunga la media europea: tutte queste condizioni aggiunte allo spread elevato, sempre secondo la Bce, rendono minime le possibilità di ridurre in tempi rapidi il livello del debito.