• Allarme credito: conflitto di interesse, costi e garanzie

    Varie sono le ragioni che conducono il Ministero dell’economia a ritenere impellente l’avvio dell’ Osservatorio del credito e tutte hanno a che fare con gli esiti di osservazione del credito. C’è chi, infatti, sostiene che senza credito l’economia non si risolleverà dalla fase di stallo in cui si è chinata.
    E così è anche politica industriale occuparsi dell’offerta, innanzitutto nei canali tradizionali, di prestiti non finalizzati (prestiti personali) e finalizzati (prestiti casa). Già da un po’ pressava l’esigenza di scandagliare l’attendibilità dei canali alternativi (piccoli prestiti online e precauzioni). Si è, pertanto, provveduto a stilare una lista dei siti di finanziamenti illegali o per assenza di rispetto delle norme sulla trasparenza o per altre cause. E tale sprint dell’offerta innovativa ha trovato sicuramente uno sbocco a partire dalle difficoltà interne a proporre finanziamenti a basso tasso d’interesse. Cosa dire, allora, delle previsioni mutui 2013 se prima non ci si occupa di risolvere il problema dell’”Allarme-credito”?
    In particolare, alcuni principali target d’osservazione dovranno essere:
    1) Mancato rispetto, o al limite elusione, del divieto di sottoscrizione della polizza assicurativa, a fronte del mutuo. Ben consapevoli del divieto, difatti, alcune banche la consigliano caldamente, ponendola come un fattore pro-approvazione
    2) Violazione delle norme di trasparenza, o per lo meno assenza di una completa informazione per il richiedente. In particolare, sempre giocando sulle polizze, alcune banche le propongono come una sorta di polizza sulla vita, senza che lo siano. Si trattasse di questa, c’è possibilità di detrazione dalla dichiarazione dei redditi.
    3) Richiesta di garanzie stringenti a costi non competitivi, soprattutto in assenza di un lavoro a tempo indeterminato. Assenza di rilascio della copia del contratto, se non su espressa richiesta.
    Perché quindi “Allarme-credito”? Per il semplice fatto che credito e sviluppo possono andare anche di pari passo.